Una donna per le donne

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di Francesca Lovatelli Caetani

In epoca di coronavirus è nata una nuova applicazione digitale contro la violenza domestica, uno strumento di aiuto “silenzioso” “intelligente”, sicuro per tutte le donne che sono impossibilitate a denunciare al telefono i maltrattamenti che subiscono, vivendo con soggetti pericolosi e abusanti. L’idea è stata quella di SPX Lab e in primis di Rosella Scalone, un’altra delle donne eccezionali che mi capita di incontrare ne mio cammino personale e professionale. Con lei l’empatia è stata spontanea, subito ho fatto amicizia con questa donna eclettica, dalle idee innovative e da una generosità d’animo che è ormai merce rara.

Si chiama #NONPOSSOPARLARE il nuovo chatbot gratuito ideato in collaborazione con Dotvocal, i due centri antiviolenza Pandora di GenovaInsieme Senza Violenza di Imperia, la Cooperativa Agorà e specialisti di settore. Lo strumento digitale, sviluppato da questa straordinaria sinergia tra tecnologi e operatori del settore privato sociale, permette di ovviare all’isolamento che l’emergenza coronavirus impone, consentendo alle donne di poter chiedere e ricevere aiuto, senza la chiamata telefonica. Negli ultimi anni ci si è abituati ad interfacciarsi con “assistenti virtuali” su molti siti che spiegano, ad esempio, come interagire con un’azienda per l’acquisto di un prodotto o capire come funziona un servizio, chiamati chatbot.#NONPOSSOPARLARE èun chatbot speciale, utilizzabile con smartphone, tablet o computer, che risponde alle domande delle donne accedendo a un sito specializzato, simulando una conversazione con un assistente di un centro.

Come è nata l’idea di questo progetto?

“Dopo aver sentito alcune settimane fa l’allarme lanciato dall’OMS e dall’ONU sul rischio di violenze derivanti dall’isolamento a cui sono costrette le donne durante questa emergenza, mi sono chiesta se fossimo in grado di elaborare una soluzione digitale specifica”-dice Rosella Scalone-“mi sembrava inaccettabile non poter fare qualcosa. Ho pensato a una chatbot che potesse essere l’uovo di colombo: veloce, accessibile e discreta. così, ho iniziato a parlarne internamente e con alcuni specialisti del settore. nel giro di pochi giorni siamo riusciti a sviluppare un software che ha convinto anche loro!” 

La pandemia ha enfatizzato il problema?

“Assolutamente si. in questo periodo di emergenza, il regime di convivenza forzata scoraggia le donne a telefonare e a denunciare le violenze, quando oltre l’80 per cento dei femminicidi nel 2019 sono avvenuti entro le mura domestiche. Dal 2 marzo al 5 aprile sono state registrate 2867 richieste di aiuto con un aumento del 75% dovuto proprio al lockdown”.Quali possono essere le soluzioni?

“Noi abbiamo proposto la nostra che sarà utile non solo durante al lockdown ma anche successivamente.#nonpossoparlare è nuova applicazione digitale contro la violenza domestica. strumento di aiuto “silenzioso”, “intelligente” e sicuro per donne che vivono con soggetti abusanti e quindi impossibilitati a denunciare telefonicamente i maltrattamenti subiti”.

Quali sono le differenze tra Italia e il resto del mondo, sia a livello di problematica, sia a livello di possibile soluzioni?

“L’allarme è stato laciato dall’OMS e dall’ONU, questo è un problema non solo italiano ma mondiale!”

In che modo suo’ essere di aiuto la tecnologia e il chatbot?

#nonpossoparlare consente di rispondere efficacemente a un numero illimitato di persone contemporaneamente, fornisce agli utenti supporto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, non lasciando traccia sullo smartphone o il computer e restituisce importanti statistiche sul numero e comportamento delle donne che la utilizzano, nel pieno rispetto della privacy.   #nonpossoparlare non è uno strumento per denunciare ma di aiuto, semplice e che risponde in modo naturale opportunamente addestrato da un team di esperti”.

In che modo vi attiverete per portare avanti #savethewoman?

“save the woman è l’ app che sarà sarà distribuità gratuitamente a fine anno. un test anonimo , con dati e feedback analizzati da esperti criminologi e psicomentristi. un’app che sfrutta l’intelligenza artificiale per riconoscere i rischi di violenza e aiutare la vittima a prendere consapevolezza , così da prevenire abusi e violenza. nell’ambito del progetto savethewoman è nato il chatbot per rispondere all’emergenza del lockdown”.

Quali sono i prossimi passi?

“Il team sta già pianificando la seconda fase che si è aperta con un crowdfunding da mercoledì 22 aprile 2020, per prevedere anche la traduzione del chatbot in diverse lingue e renderlo accessibile a tutte le donne in difficoltà. migliaia di donne straniere infatti vivono nelle nostre città in una situazione di abituale isolamento, anche per via delle barriere linguistiche e culturali. il progetto vuole scavalcare questi ostacoli per poter arrivare anche a loro. Sul sito di savethewoman ci sarà un’area dedicata al nuovo progetto #nonpossoparlare e ai suoi sviluppi e al team che oggi sta collaborando attivamente. Questo progetto nasce da una forte collaborazione tra mondi diversi, portatori di competenze nei campi specifici  le diverse organizzazionie le persone del team hanno voluto mettere a disposizione il loro know howaffinché le donne in difficoltà non si sentano abbandonate.

Il progetto è operativo sui portali dei centri antiviolenza che hanno collaborato.

La fase pilota del progetto #NONPOSSOPARLARE è stata sviluppata da:

SPX Lab (Rosella Scalone, Massimiliano Margarone) con il contributo professionale di:

DotVocal (Paolo Carossino, Enrico Reboscio) per la parte tecnologica e di Mignanego Società Cooperativa Sociale Onlus- Centro Pandora (Paola Campi, Benedetta Carrosio), Agorà soc. coop. sociale (Simona Binello, Alessandra Grasso), Cooperativa Jobel – Insieme Senza Violenza di Imperia (Martina Gandolfo), Roberta Rota, Pedagogista Clinico, Laura Amoretti, Consigliera di Parità della Regione Liguria, Costanza Pireri, Assessore ai Servizi Sociali di Sanremo e Responsabile Centro Provinciale Antiviolenza Imperia.

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