Tre maschere, una sola Ellen

Tre maschere, una sola Ellen

Tempo di carnevale!
Una ricorrenza allegra, ma in realtà serissima, anzi una delle più antiche feste nella Storia dell’umanità. Pensate che le sue origini risalgono addirittura al tempo dei Babilonesi!
Nel corso dei secoli, il carnevale è sempre stato un momento di grande libertà, il momento in cui chiunque poteva finalmente liberarsi dalle tensioni quotidiane e, travestendosi da qualcun altro, essere davvero se stesso.
A proposito di travestimenti… non solo ai più piccoli, ma anche a noi adulti piace mascherarci. Io amo il carnevale e lo condivido volentieri con mia figlia, anzi, ora che lei sta crescendo, vi confesso che forse mi diverto più io!
Vi voglio “raccontare” le mie tre maschere preferite, sia indossando, come vedete, i loro costumi, sia svelando qualche piccola curiosità su di loro. Chissà magari verrà voglia anche a voi di “diventare” per un giorno uno di questi personaggi immortali.
Inizio con Pulcinella. E’ la maschera napoletana per eccellenza, ispirata come tutte le maschere, a un personaggio realmente esistito di cui in questo caso si sanno nome e cognome: Puccio D’Aniello, un contadino di Acerra che nel ‘600 lasciò il lavoro dei campi per unirsi, come buffone, a una compagnia di girovaghi. Esprime al meglio lo spirito ideale partenopeo: furbo, capace di barcamenarsi tra le mille difficoltà della vita.
Arlecchino invece nasce a Bergamo. Incarna il provinciale che arriva nella grande città, nel suo caso Venezia, e deve vivere di espedienti, lavorando in genere come servo un po’ svaporato di padroni e padrone che lo tiranneggiano. Il suo costume variopinto è in realtà un segno della sua povertà, perché composto da mille rattoppi provenienti da tessuti dai colori diversi.
Infine una maschera che molti, sbagliando, considerano straniera, francese per l’esattezza: Pierrot. In realtà Pierrot nasce in Italia, forse a Ferrara, col nome di Pedrolino. Il personaggio viene però portato al successo da compagnie di attori d’oltralpe e viene in effetti “adottato”, col nuovo nome, dai francesi. In genere innamorato non corrisposto di Colombina, a sua volta innamorata di Arlecchino, Pierrot col tempo da comico diventa invece simbolo malinconico di un romantico infelice.
Insomma a questo punto dovete solo decidere voi a quale maschera vi sentite più vicini… e assumerne le sembianze! Buon carnevale!

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