Spremute che passione

Spremute che passione

D’accordo: per mantenersi “giovani e belli” c’è chi ricorre agli ultimi ritrovati della scienza e dell’estetica, per la verità non tutti efficacissimi e non tutti sani. Alcune volte sono i prodotti più tradizionali a fornirci l’aiuto migliore.

Le buone “vecchie” spremute, per esempio. Affidabili, salutari e, cosa che non guasta, gustose. Come quella “classica”, l’evergreen delle spremute: il succo d’arancia.

Io non posso iniziare una giornata senza berne un bicchiere.
Quel bicchiere contiene una percentuale di vitamina C pari o addirittura leggermente superiore alla dose ottimale quotidiana di cui ognuno di noi ha bisogno (il 101%).
Il risultato? Tosse, febbre, congestioni nasali vengono arginate. La vitamina C è responsabile della formazione del collagene, la proteina necessaria alla produzione di legamenti, vasi sanguigni, cicatrici, superficie cutanea e tendini. Previene poi i segni precoci dell’invecchiamento, alcuni tipi di cancro, e anche disturbi cardiovascolari.

La spremuta d’arancia ha anche un effetto di “pulizia” all’interno della nostra bocca, evita la secchezza delle fauci ed è un’ottima cura contro la gengivite.

Eliminando le tossine che si accumulano nell’intestino, lo depura, risolvendo per esempio problemi di stitichezza.

Certo, meglio le spremute fatte da voi stessi, magari con un buon spremiagrumi, che quelle acquistate già confezionate. Meglio ancora se si tratta di spremute “fresche”, e non, per esempio, preparate la sera per il giorno dopo.

Attenti anche a non abusare di questo nostro prezioso alleato. Anche se non aggiunto da noi, infatti, in un bicchiere di spremuta d’arancia lo zucchero ovviamente non manca, e anzi è presente in forte quantità (21 grammi circa). Quindi non esageriamo!
Dalla spremuta d’arancia passerò ad una spremuta un po’ più particolare, quella di zenzero… tra qualche giorno!