Cappelli Green & Glam

Cappelli Green & Glam

Cappelli Green & Glam

Agosto ci sta regalando magnifiche e soleggiate giornate. Ma calura e sole con il suo abbaglio non ci permettono di goderle come vorremmo. Mi serve un cappello. Non voglio un cappellino sportivo con la visiera che mi farebbe assomigliare a una rapper fuori target, desidero un cappello con la tesa larga, di foggia maschile, tipo Panama, ma con un tocco di femminilità e glamour. Eccomi accontentata. Vi mostro il Panama che fa per me. L’ha creato una mia amica di Forte dei Marmi. Una fascia di canneté dai toni caldi e colorati circonda la cupola sostituendo la monotona fascia dai colori scuri e maschili. Fiori freschi e profumati come piacciono a me, si possono utilizzare anche finti, ma in tessuto da sembrar veri.

Mi piace molto e mi ripara discreto ed elegante dai raggi clienti del sole.

Non è possibile risalire alle origini del cappello. Nel corso dei secoli l’uomo ha solo cercato di inventare un modo per ripararsi dal freddo e dal sole. Poi dalla praticità si è passati alla ricerca dell’eleganza e infine si è cercato di renderlo un accessorio status symbol.

Ne danno un esempio gli egiziani con la “tiara” dei faraoni, o i mesopotamici con i turbanti in pelliccia e  i palestinesi con i cappelli conici bianchi. Nel Medioevo le donne abbellivano i cappelli con nastri colorati e fiori, nel novecento gli uomini cercarono il loro stile con la bombetta. Oggi, il cappello Borsalino, il Panama, la Fedora e i bizzarri e meravigliosi cappellini della Regina Elisabetta o dei Vip e del  jet set londinese che ne fanno mostra agli eventi più mondani, sono segno di eleganza e molto Glam . Ma non dimentichiamo che il cappello è anche un segno distintivo di diversi lavori, come il “toque blanche” cappello dello chef, o il copricapo dei carabinieri che non è un semplice accessorio, ma simbolo di imponenza e decoro.

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