Come potare le graminacee ornamentali

Come potare le graminacee ornamentali

Potare le Graminacee ornamentali è importante perché permettiamo ai nuovi germogli basali di svilupparsi e formare una nuova chioma aerea.
Amate e molto utilizzate dai giardinieri d’Oltralpe, le Graminacee ornamentali sono entrate ormai a pieno diritto anche nei nostri giardini, superando un iniziale periodo di diffidenza che le classificava come “erbe”.
Sono bellissime dalla primavera all’inverno, con fogliame leggero, colorato, elegantemente raffinato e fioriture estivo-autunnali di spighe e pennacchi che si muovono al vento.
In autunno si tingono spesso di tonalità giallo oro, arancio, porpora e rosso mattone, con scenari splendidi.
Non sono solo belle: sono molto adattabili e richiedono poche cure, quindi sono perfette per chi ha poco tempo e per tutti i giardini a bassa manutenzione e con scarsa richiesta di acqua. Si possono usare anche sul terrazzo e sul balcone, poiché si adattano a crescere in vasi e fioriere.

Molte di loro (ma non tutte!!) disseccano la parte aerea in inverno, pur conservando fascino anche quando secche. Tuttavia a fine inverno o inizio primavera, la parte disseccata va tagliata a 5-10 cm da terra, per permettere ai nuovi germogli basali di svilupparsi e formare una nuova parte aerea.

POTARE LE GRAMINACEE ORNAMENTALI: QUALI PIANTE

Il taglio riguarda specie come Pennisetum, Miscanthus, Calamagrostis, Arundo, Muhlembergia, che vengono recisi con l’ausilio di forbici da potatura o, in caso di grandi estensioni, anche con un tagliasiepi. Si consiglia sempre di indossare robusti guanti, sia per proteggersi da possibili tagli, ma anche perché molte di queste specie hanno le foglie con margini taglienti o contenenti granelli di silice, che possono provocare ferite alle mani, ma anche al volto.
Attenzione! Alcune specie a foglia persistente come Carex (tecnicamente una Cyperacea, ma  compreso nel gruppo delle Graminacee ornamentali), Stipa tenuissima, Festuche, non vanno tagliate a zero, ma “pettinate” con un rastrello a denti larghi per asportarne gli steli disseccati, senza rovinare la parte verde presente.

Come coltivare i cercis chinensis avondale

Come coltivare i cercis chinensis avondale

Ci sono tanti motivi per coltivare i Cercis: bellissimi e legati alla tradizione della Pasqua (sono chiamati “Alberi di Giuda”) ci allietano con le loro vivaci fioriture a partire dall’inizio del mese di aprile.
Secondo la tradizione, Giuda, pentitosi del suo tradimento, si sarebbe impiccato ai rami di quest’albero, da cui il nome comune.
Dato che lo sviluppo del Cercis siliquastrum è abbastanza importante, mal si presta alla coltivazione in vaso, ed è quindi precluso a chi non ha giardino.
La soluzione per non rinunciare agli splendidi fiori rosa acceso, così annunciatori della primavera, è optare per Cercis chinensis Avondale, varietà di taglia small ottenuta in Nuova Zelanda da incroci del Cercis chinensis, un parente stretto dell’Albero di Giuda, ma di origine asiatica.

COLTIVARE I CERCIS: NIENTE POTATURE GRAZIE

È una pianta bellissima, con accrescimento lento, aspetto tozzo dei rami, che lo fanno assomigliare, quando spoglio, ad un bonsai naturale.
In piena terra cresce fino ad un massimo di 2-3 metri e proprio per il suo ridotto sviluppo, si adatta benissimo anche al vaso.
Il momento più bello è quello della fioritura, in genere in aprile, quando i rami ancora spogli si ricoprono totalmente di fiori rosa acceso, piuttosto grandi, che si aprono direttamente sul legno e sul tronco.
Ai fiori, fanno seguito le foglie, cuoriformi, sfumate di bronzo da giovani, poi verde scuro in estate e giallo oro in autunno. In inverno la sua forma scultorea non passerà certo inosservata.
È una pianta che non richiede terreni particolari e vuole esposizione al sole diretto.
Un’unica avvertenza: non ama le forbici, quindi evitate di “massacrarlo” con inutili potature e lasciategli assumere la sua forma naturale, che è una parte del suo fascino.

Come potare la buddleja, l’albero delle farfalle

Come potare la buddleja, l’albero delle farfalle

La fine dell’inverno è il momento di potare la Buddleja, come molti altri arbusti da fiore.
Potare è una delle operazioni più difficili, non tanto nell’esecuzione in sé, quanto nel decidere cosa va tagliato e cosa va lasciato.
A causa di errori grossolani infatti, si asportano spesso rami recanti gemme a fiore, più o meno visibili, che provoca la mancata fioritura nei mesi successivi. In giardinaggio si usa riunire le specie di arbusti in diversi gruppi, su ciascuno dei quali la potatura viene applicata con modalità e in momenti differenti in base al periodo di fioritura, al comportamento e al momento dello sviluppo delle gemme a fiore.

Gli  arbusti più semplici da potare sono quelli che portano la fioritura sui getti che si formano nel corso della primavera-estate. Appartengono a questa categoria tutti o quasi gli arbusti a fioritura estiva e autunnale quali Buddleja davidii (Alberi delle Farfalle), ma anche Spirea japonica, Lagerstroemia indica, Hibiscus syriacus, Bouganvillea, Plumbago capensis, Hydrangea paniculata e arborescens, Perowskia, Caryopteris, la maggior parte degli ibridi moderni di Rosa.

POTARE LA BUDDLEJA: ECCO COME FARE!

Su tutte queste specie il taglio si effettua normalmente a partire dal mese di febbraio, eliminando del tutto rami deboli, malformati o anche molto vecchi e accorciando, anche in maniera drastica, se necessario, tutti gli altri.
Le specie menzionate si potano lasciando solo 1-2 coppie di gemme basali, dalle quali si svilupperanno, nel corso della primavera, i rami che porteranno i fiori durante l’estate. Se potate drasticamente, le piante reagiranno emettendo un certo numero di rami recanti fiori di grandi dimensioni.
Se potate poco o addirittura non potate, queste specie fioriranno ugualmente, ma tenderanno a portare un maggior numero di fiori piuttosto piccoli e di solito concentrati nella parte apicale della pianta.
Il vantaggio di questi arbusti è che difficilmente si compiono errori, anche nel caso si intervenga a primavera avanzata. La pianta infatti reagisce comunque, riemettendo nuovi rami, all’apice dei quali si differenzieranno i fiori. Al massimo, in caso di potatura tardiva, ad esempio a primavera inoltrata, la fioritura si sposta più in là nella stagione, per dare il tempo alla pianta di formare le nuove gemme fiorali.

Come coltivare la mimosa in vaso: buona festa delle donne!

Come coltivare la mimosa in vaso: buona festa delle donne!

Coltivare la Mimosa in vaso è una bella soluzione per rendere omaggio a questa bellissima pianta. Perché accontentarci di un piccolo ramo, quando possiamo avere tutta la pianta?

Conosciuta con il nome di Mimosa e come simbolo della Festa della Donna, il nome botanico di questo grazioso alberetto è Acacia dealbata, specie australiana portata in Europa intorno al 1800 per la bellezza della sua fioritura precoce. Successivamente si è diffusa e naturalizzata in tutti gli ambienti mediterranei della nostra penisola, dalla Sicilia fino alle falde delle Alpi Marittime.

È una specie arborea (talora anche arbustiva per la capacità di emettere polloni basali) che nelle zone di origine può arrivare oltre i 20 metri, ma che da noi raramente supera i 10-15 metri di altezza. È sempreverde, con chioma naturalmente globosa e allargata, fronda leggera, costituita da foglie composte, bipennate, di colore che va dal verde scuro al glauco.

I fiori, che compaiono da gennaio-febbraio fino a inizio primavera, sono molto delicati e riuniti in panicoli lunghi 8-10 cm. Il singolo fiore ha la forma di una pallina del diametro di pochi mm ed è di colore giallo intenso, molto profumato. Le infiorescenze sono così numerose che la pianta, in piena fioritura, assume l’aspetto di un pallone giallo. La fioritura si protrae per due o tre settimane al massimo, ma è talmente spettacolare e soprattutto così annunciatrice di primavera da annoverare (e giustamente) la specie fra le immancabili di un giardino.

Coltivare la mimosa in vas0: resiste anche al freddo!

In Italia è presente anche allo stato spontaneo in tutte le aree dove vive bene l’Olivo, quindi con temperature che si mantengono in inverno attorno a +2°/0°C. Esemplari adulti, ormai naturalizzati, possono eccezionalmente resistere per brevi periodi a temperature estreme fino a -7-8°C, come è avvenuto in questi ultimi giorni.

È una pianta che si presta a tanti usi: come alberetto isolato, o a gruppi, per creare un boschetto, se disponete di spazi sufficientemente grandi. Allevate a cespuglio possono formare siepi verde-glauco, di aspetto leggero ed elegante e che in primavera esploderanno con profumate fioriture giallo vivo.
E infine perché no, possono essere coltivate anche solo per raccogliere le loro fronde e ottenere mazzetti di fiori recisi da conservare in casa: dureranno a lungo se avrete l’accortezza di eliminare le foglie basali e immergere i rametti in acqua tiepida, con l’aggiunta di qualche goccia di limone (o una aspirina) come disinfettante e mantenendoli alle luce, in prossimità di una finestra.

a cura di Francesca Moscatelli di Donna di Piante

Cornice di fiori

Nel laboratorio della casa Green & Glam, il nostro amico ed esperto Gabriele, ci propone una bellissima cornice di fiori dai toni autunnali. Bacche di rosa, pepe verde, erica e san carlini sono i fiori che Gabriele ha utilizzato per questa composizione.

Una cornice di fiori può essere perfetta come regalo. Potete utilizzarla di dimensioni più grande come tableau de mariage, come centrotavola poggiando al centro piattini con delle candele, potete realizzarne molte e diverse, sospese, per ricreare un ambiente Green & Glam

Il materiale

Fil di ferro e/o filo di nylon, cornice e pinza, cesoia, forbice e fiori vi consigliamo inoltre di abbinare i nastri Green & Glam by Brizzolari

Bouquet di rose e conchiglie

Bouquet di rose e conchiglie

Il nostro esperto Green, Gabriele Gastaldi ci propone un tutorial , dove i fiori  e le conchiglie sono protagonisti.

Per una sposa romantica che ama il mare, che desidera  inserire nell’allestimento elementi decorativi che abbiano un sapore esotico, fresco e allo stesso tempo molto raffinato.

Colori tenui  dal bianco al rosa e azzurro, delicati e polverosi, perfetti per una atmosfera dove il mare e la sabbia fanno da cornice.

Realizzare questa composizione è molto semplice,potete preparare il vostro Bouquet personalmente e crearne anche di più piccoli  per le damigelle

Vi suggeriamo di abbinare dei nastri decorativi Green & Glam per rendere ancora più unico ed esclusivo il vostro bouquet.

Per un allestimento Green & Glam

Se siete interessati ad un allestimento Green & Glam per il vostro evento potete contattare info@greenandglam.it  mobile 3480408122

 

 

 

 

L’aromatica lavanda

L’aromatica lavanda

L’estate è il momento ideale per preparare dei velocissimi sacchetti alla lavanda, perfetti da inserire tra la biancheria negli armadi come antitarme e profumatori, da regalare o da usare come segnaposto.
E non dimentichiamo le spighe da tenere semplicemente in vaso per profumare gli ambienti, ma anche i molteplici usi in cucina e in erboristeria.
Le innumerevoli varietà di questa pianta si coltivano in piena terra, richiedono poca acqua e se ricevono tanto sole il fiore diventa più profumato.
La lavanda si può anche coltivare in vaso, ma solo se è capiente e il terrazzo non è in ombra. Il nome deriverebbe dall’uso che se ne faceva una volta, sfruttandone le proprietà antisettiche per i lavaggi.
Uno dei suoi significati, quello di «diffidenza», deriverebbe dal fatto che le ronzano sempre attorno api e calabroni, e nell’antichità si pensava che i suoi cespugli ospitassero i nidi dei serpenti.
La raccolta delle spighe va fatta nella mattina di un giorno caldo, quando i fiori non sono completamente schiusi. Se le volete usare per i sacchetti dovrete essiccarle: legate gli steli a piccoli mazzi e appendeteli a testa in giù in un luogo asciutto e aerato. Quando saranno pronti, tagliate le spighe, ma non buttate i gambi: d’inverno, bruciati nel camino, spargeranno una piacevole fragranza!

Composizione con girasoli

COMPOSIZIONE DI GIRASOLI

Questo fiore tipicamente estivo per molti anni è stato poco apprezzato e poco utilizzato per la realizzazione di composizioni floreali e bouquet, oggi è molto Glam, l’importante è conoscere e avere molta sensibilità negli abbinamenti, perché è facile “cadere” nel rustico e creare una composizione poco elegante e “chiassosa”.

Il girasole è un fiore che ama essere protagonista quindi consigliamo di regalarne tanti , almeno 5/10 , la carta da pacco e quella più adatta-

Consigliamo il vaso di vetro, che da leggerezza.

Oggi il nostro esperto Green & Glam , Gabriele Gastaldi, ci propone una composizione floreale di girasoli, accompagnati da elementi naturali perfettamente in sintonia.

Seguite il nostro tutorial.

Buone Vacanze!

Il fiore dell’estate: il girasole

Il fiore dell’estate: il girasole

Il Girasole.

Da sempre i fiori parlano, il loro linguaggio si esprime attraverso la forma ,il tipo di composizione,il colore , riceverli e regalarli genera sempre una grande emozione…

Sin dall’antichità l’uomo ha utilizzato e rappresentato i fiori per esprimere i propri semtimenti, per una dichiarazione d’amore, per gratitudine, per celebrare una ricorrenza e la scelta del fiore non è mai casuale perché attraverso i fiori possiamo percepire i sentimenti di una persona, il gusto , la personalità.

Ognuno di noi ha un fiore che predilige , che lo rappresenta e non a caso…

Agosto lo dedichiamo al fiore che per eccellenza rappresenta l’estate, maestoso, imponente e ricco di significato.Il Girasole, è un fiore gioioso, il suo colore giallo intenso, la sua forma tondeggiante e raggiante trasmette allegria, gioia ed energia.Pochi sanno però che il Girasole è legato ad una storia della mitologia greca non molto felice ma molto intensa e struggente.

Si racconta che Clizia, ninfa dell’oceano si innamorò follemente di Apollo Dio del sole, l’amore non era corrisposto infatti lui l’abbandonò ,Clizia pianse a lungo tanto che quando morì l’oceano si trasformò in uno stagno e il cielo si oscurò creando il buio.

Apollo decise di trasformare Clizia in un fiore, il girasole ,  e da allora questo fantastico fiore segue il cammino del sole  con il tempo è divenuto simbolo di dedizione e amore .

Curiosità Green: I campi di girasole catturano il nostro sguardo e la nostra anima, il girasole non è solo un fiore meraviglioso da vedere ma contiene i semi che vengono utilizzati in svariati modi:

  • come snack salato
  • per la produzione di olio
  • per il mangime di roditori e uccelli
  • per estrarre olio per motori e biodiesel

Coltivazione:

  • Cresce in terreni con un ph compreso tra i 6 e 7.5
  • Terreno fertile e ben irrigato
  • Periodo della semina – Primavera
  • Posizione soleggiata e al riparo dal vento

Agave fiore nobile

Agave fiore nobile

Non capita a tutti i fiori di essere battezzati da Linneo, il botanico svedese che nel ‘700 studiò e classificò la vegetazione conosciuta all’epoca. Questa pianta tenace, sobria, dalla storia importante che riassume in sé almeno tre continenti, evocò nel grande studioso il termine greco “agavos”, che significa proprio nobile, illustre.
Quando Linneo diede all’agave il suo nome, la pianta aveva già una storia. E che Storia!

Per quanto sia per noi oggi familiare, l’agave è sbarcata in Europa in tempi relativamente recenti. Viene infatti da oltreoceano, dall’America, per la precisione dal sud degli Stati Uniti, dal Messico e dai Caraibi. Qui l’agave divenne, nel corso dei millenni, uno degli alleati naturali delle popolazioni indigene. Pensate che la pianta “nobile” veniva usata, tra le altre cose come: alimento (tuttora parti dell’agave compaiono in ricette tipiche della California del sud), bevanda (mescal e tequila sono distillati dell’agave), foraggio per i bovini, come fibra per creare abiti, ceste, tappeti, ornamento, ecc.
Insomma, l’agave era ed è tuttora un elemento importante nella vita quotidiana delle popolazioni di quella regione. Con questa pianta hanno da sempre convissuto e a un certo punto le diedero il soprannome di “century plant”, pianta del secolo, per la sua longevità prima della fioritura.

Dall’America all’Europa – o meglio a quelle zone d’Europa in cui il clima era più favorevole – il passo fu breve, e avvenne, ovviamente, dopo i viaggi di Cristoforo Colombo (che si imbattè in questa pianta esplorando le Bahamas). All’inizio fu la bellezza dell’agave, il suo “look” esotico, a interessare per motivi, quindi, puramente estetici. La rapida riproduzione permise all’agave di diffondersi in tutto il bacino del Mediterraneo – Sicilia compresa, dove appunto è stata scattata la foto che tanto vi ha incuriosito.

L’agave ha numerose proprietà farmaceutiche, è ricca di vitamina B e C, di ferro, fosforo, e calcio, e viene utilizzata per la preparazione di infusi, sciroppi e altri medicamenti.

Insomma, una pianta piena di sorprese… ma anche, semplicemente, una bella pianta.

 

1 2 3