Tiramisù scomposto “pastorizza le uova”

Il Tiramisù, il dolce per eccellenza, in apparenza un dessert semplice ma che nasconde delle insidie, proprio per l’utilizzo di uova fresche che possono contenere batteri e provocare seri problemi alla nostra salute.

Lo Chef  Luca Mauri del ristorante A di Alice di Monza nostro esperto e sostenitore  delle filosofia Green & Glam ci dà un prezioso consiglio per pastorizzare le uova in modo semplice e avere così un Tiramisù “sicuro”.

Lo Chef  propone il Tiramisù in una coppa Martini molto Glam aggiungendo Timo limone molto Green

Ingredienti

  • Crema mascarpone
  • 4 tuorli
  • 150 gr zucchero
  • Acqua 1 cucchiaio
  • 250 gr panna
  • 250 gr mascarpone
  • Crema al caffè
  • 80 gr crema pasticcera
  • Zucchero a velo q.b.
  • 100 gr panna montata
  • 1 caffè ristretto
  • 4 dischi pan di spagna
  • 2 cucchiai sciroppo di zucchero

Preparazione ricetta tiramisù

Montare i tuorli, aggiungere lo zucchero e l’acqua portato precedentemente a 120°, unire il mascarpone e per ultimo la panna montata.

Per la crema al caffè mescolare la crema pasticcera con il caffè e lo zucchero a velo.

In una coppa martini versare 2 cucchiai di crema al caffè, un disco di pan di spagna imbevuto nello sciroppo e ultimare con la crema al mascarpone. Decorare con polvere di cacao e del timo limone.

Uno stile Green & Glam

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Misticanza al gusto di senape

Misticanza al gusto di senape

Quando mangiamo lo facciamo con tutti e cinque i sensi. Spesso nella fretta della vita quotidiana non ce ne accorgiamo. Oggi proviamo a fermarci e a prestare attenzione.
Quali profumi ci sono nel nostro piatto? Quali colori, quali consistenze? Assaporiamo pienamente ogni boccone anche con gli occhi, sostiamo nel suo profumo…
In questo modo ogni pasto diventa un momento profondamente rigenerante, un rituale di benessere.
Questa è una filosofia da tenere nel cuore anche quando si invita qualcuno a cena.
Pensate a quando ricevete un ospite, al desiderio di farlo sentire accolto e riuscire a sorprenderlo.
Magari spesso vi siete affannati in cerca delle ricette più particolari o complesse. Ma la ricercatezza e l’eleganza stanno nelle cose più essenziali: solo quelle riescono davvero a far vibrare le corde dell’emozione.
Pensate ad esempio a com’è aprire una cena con una misticanza al gusto di senape, in cui erbe aromatiche e fiori eduli si incontrano creando un’esplosione di poesia nel piatto.
Fucsia, begonie, tagete, violette… Usatele per creare questa stessa magia nelle vostre ricette. Aspettiamo le vostre foto, siate creativi, siate poetici… Siate green & glam!

Nicola Santini, consigli per una mise en place a prova di bon ton

La tavola più elegante? Per me gli opposti si attraggono!

Un compleanno può essere una buona occasione per apparecchiare con un po’ più di impegno rispetto al quotidiano anche se per me, due minuti in più per rendere la tavola piacevole, valgono la pena sempre, perché sono coccole gratuite che facciamo a noi stessi.

Semplice ma curata, colorata ma lineare, con elementi decorativi ma essenziale nelle linee base, total white o in un’esplosione di colore, il concetto chiave è uno e una solo: armonia!
Se i piatti sono colorati optate per una tovaglia bianca, liscia, semplicissima, oppure per un colore neutro, o, se il materiale del tavolo lo consente, ogni tanto fatene anche a meno, risparmiando ecologicamente, sull’uso dei detersivi e lo spreco di acqua, che con un giro di lavatrice in meno, contribuisce, anche se in piccola misura, ad uno stile di vita più eco friendly.
La tavola green and glam che preferisco è quella che non rinuncia al verde: se avete un ospite di particolare riguardo e una finestra che affaccia su un giardino o un terrazzo fiorito o ricco di piante, fatelo sedere con la vista migliore, se questo non è possibile, sbizzarritevi con un bel centro tavola, purché sia basso e non impedisca la conversazione.
Per una bella tavola non occorre spender molto, basta un buon termometro tra estro e semplicità. A me piace sempre mescolare e giocare con la macchina del tempo: piatti di artigianato magari colorati con terre e elementi naturali, cristallo vintage, non importa se uno diverso dall’altro; forchette d’epoca e coltelli moderni (quelli devono tagliare e spesso quelli bellissimi della nonna, ahimé escono bene solo in foto!).
Alcune regole base intramontabili:
– La forchetta va a sinistra, il coltello e il cucchiaio vanno a destra del piatto. Se usiamo più posate calcoliamo di partire sempre dall’esterno verso l’interno nella loro disposizione;
– I bicchieri vanno a destra del piatto. Quello dell’acqua, in genere più capiente, è allineato con la punta del primo coltello partendo dal piatto. Se ci sono più bicchieri da vino, si va dall’interno verso l’esterno, dal più panciuto (quello per il rosso) al più piccolo nel quale di solito va il bianco.
– il piattino del pane va in alto a sinistra del piatto
– il tovagliolo io preferisco vederlo a sinistra, c’è chi lo vuole solo a destra e chi sopra il piatto. Di sicuro non va nel colletto della camicia!

Videomaker: Gabriele Pupillo

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